CINEMA STUDIO

Mercoledì 4 aprile
Sala Tofani - Ore 20,45 - Immagini all’orizzonte
“Teza” di Hailè Gerima. Etiopia – Germania - Francia, 2008, 140’. V.o. con s.t. in italiano

Con Aron Arefe, Abiye Tedla, Takelech Beyene, Teje Tesfahun, Nebiyu Baye
  60 anni di regimi dispotici e guerre civili sfociano nel crollo collettivo di ogni speranza, nella crisi economica, nella carestia. Sulle rive del lago Tana tutto è come la rugiada (teza), "ciò che quando torno non trovo più". Presente passato e sogno si fondono in Anberber, un medico rimpatriato. Una esperienza sensoriale e un viaggio nella storia e nella cultura di un popolo, che porta domande sulla possibilità di un'Etiopia guarita. Paesaggi onirici e crudo realismo; potenti la fotografia e il montaggio. Da uno dei maestri del cinema africano un film che commuove, incanta, informa e fa pensare.

Mercoledì 11 aprile
Sala Tofani - Ore 20,45 - Immagini all’orizzonte
“La storia del cammello che piange” di Byambasuren Davaa e Luigi Falorni.
Germania, 2003, 87‘. V.o. con s.t. in italiano

La vita senza tempo dei pastori nomadi del deserto del Gobi ruota intorno ai cammelli, animali simbolo di tenacia e resistenza. A seguito di un parto travagliato, un piccolo viene rifiutato dalla madre e rischia di morire. L'unica soluzione è tentare il rito dell’hoos. Due diplomandi della Scuola di Cinema di Monaco regalano ai cinefili occidentali, stanchi di ritmi accelerati ed effetti speciali, questo piccolo gioiello ricco di poesia intensa e molto lontana dal nostro immaginario. Pluripremiato e nominato all'Oscar.

Venerdì 13 aprile
Sala Tofani - Ore 21,30 - Immagini all’orizzonte
“Alisya nel paese delle meraviglie” di Simone Amendola.
Italia, 2009, 38’, PARSEC Cooperativa Sociale, Film Albatros

Che vita si conduce a Cinquina, una borgata mis-conosciuta della estrema periferia romana? Subendo le incurie di una città che assiste inerme, ragazzi immigrati di seconda generazione si raccontano in perfetto romanesco. “In Francia le chiamano banlieue e la fiducia è fondamentale in un ambiente in cui è minima la speranza che le cose possano compiersi. All’inizio riprendevo con la mia telecamera da lontano, piano piano c’è stato un avvicinamento, poi sono stati gli stessi ragazzi a chiedermi di girare un videoclip di un brano rap”. Uno di loro era il padre di Alisya.
Presente in sala il regista Simone Amendola.

Mercoledì 18 aprile
Sala Tofani - Ore 20,45 - Immagini all’orizzonte
“Il tempo dei cavalli ubriachi” di Bahman Ghobadi.
Kurdistan iraniano, 2000, 80’. V.o. con s.t. in italiano

Con Nezhad Ekthiar-Dini, Amaneh Ekhtiar-Dini, Madi Ekhtiar-Dini, Ayoub Ahmadi
La frontiera: se spacca in quattro è per cancellare l’identità di un popolo scomodo. Alle difficoltà conseguenti, tre bambini rispondono con la poesia dei sentimenti e dell’attaccamento alla vita. Vivono in case di terra e paglia, il quaderno si compra lavorando nel contrabbando svolto in un luogo gelido e impervio dove i muli per resistere devono essere ubriacati. Allievo di Kiarostami, il curdo Gobadi autoproduce il suo film d’esordio e vince, entusiasmando, la Caméra d’Or” a Cannes 2000.

Venerdì 20 aprile
Sala Tofani - Ore 21,30 - Appuntamento in nero”. Espressionismo e noir
“Rapina a mano armata” di Stanley Kubrick. USA, 1956, 83’

Con Sterling Hayden, Coleen Gray, Vince Edwards, Marie Windsor, Jay C. Flippen.
Una rapina orchestrata alla perfezione. Un fuorilegge che spera di chiudere la partita con la società e poter dare una svolta alla sua vita accanto ad una donna semplice e onesta. Lo spettatore gli è accanto con simpatia. Kubrick sperimenta la discontinuità temporale per seguire gli ingegnosi incastri di persone e azioni.
Presentazione di Vico Codella.

Sabato 21 aprile
Sala Tofani - Ore 18 - La lingua interpreta i mondi
“Lola Montes” di Max Ophuls. Francia – Germania, 1955, 140’.
In lingua originale con s.t. in italiano

Con Peter Ustinov, Ivan Desny, Anton Walbrook, Martine Carol, Oskar Werner
Un grande spettacolo tra la magnificenza barocca del circo (lo spettacolo) e la sofferenza della vita (il vissuto). Una donna racconta la sua storia, in parte veritiera, in parte avvolta nella fascinosa invenzione di un percorso romantico, in cui verità interiore del personaggio e contraffazione della messa in scena tessono le vicende di una femminilità incompiuta. Il capolavoro di Max Ophuls nell’edizione restaurata. La visione in lingua sottrae il film all’inesistenza di una cultura italiana coerente al mondo rappresentato.
Presentazione di Vico Codella

Venerdì 27 aprile
Sala Tofani - Ore 21,30 - Chiavi di lettura
“Spider” di David Cronenberg. Can-Fr-GB, 2002, 98’

Con Ralph Fiennes, Miranda Richardson, John Neville, Gabriel Byrne,  Lynn Redgrave
In eXistenZ realtà e gioco virtuale si confondono. Il gioco rende reali eventi ed esistenze credibili per il personaggio e per lo spettatore. In Spider un bambino ha reso autentiche mutazioni che la sua psiche ha conformato nella visione degli altri.. Da adulto, uscito da un ospedale psichiatrico, Spider, non più bambino, ripercorre la propria memoria e scruta, vedendoli agire concretamente, i suoi fantasmi. Un’opera di stile di grande ingegneria scenica.
Introduzione metodologica di Vico Codella.

Sabato 28 aprile
Sala Tofani - Ore 18 - Lezione su David Cronenberg di Vico Codella
Legando eXistenZ e Spider percorriamo la ricerca di Cronenberg. A mano a mano, seguendo le trame di scienziati folli e di società occulte, ci inoltreremo negli spazi impervi della mutazione indotta nell’umanità da forze capaci di sconvolgere l’individuo, smuovendo pulsioni e squilibri. Tuttavia, sempre più il pericolo non nasce dall’esterno, ma si produce a partire unicamente da meandri profondi intimamente connessi alla persona. Uno stile unico nel dipingere le forme anomale di vita che il pensiero è in grado di materializzare.